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Mauro Staccioli

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Mauro Staccioli scultore italiano (Volterra 1937). Dopo un primo periodo in cui sperimenta la pittura e l’incisione, dalla fine degli anni sessanta si dedica alla scultura, elaborando le sue forme in stretto dialogo con la società e lo spazio urbano. Il suo percorso di ricerca lo indirizza verso una “scultura-segno” che si pone in stretta correlazione con il luogo per il quale e nel quale è realizzata.
Fin dai primi anni Settanta, pioniere, sceglie l’ambiente urbano e sposta l’asse di intervento dell’artista cercando, con la scultura, di rispondere alle istanze della società tutta. La sua scelta linguistica si caratterizza per la coerenza, l’essenzialità delle forme e la perfetta adesione agli ambienti per i quali realizza le sue "sculture-intervento". Staccioli procede in un modo assolutamente rigoroso, studiando gli ambienti, la storia e le caratteristiche dei luoghi nei quali è chiamato a realizzare un’opera. Con il suo lavoro “segna” il luogo, esplicitandone la sua più intima natura e nello stesso tempo modificando la consueta percezione di coloro che si trovano ad attraversarlo.
Nel 1972, in seguito alla personale alla Galleria Toninelli di Milano, matura l’idea di organizzare una serie di "sculture-intervento" nella città di Volterra. La mostra Sculture in città segna una svolta, lo sviluppo di un’ideale di scultura in stretto dialogo con lo spazio urbano e con il luogo per il quale è realizzata. Gli anni successivi lo vedono impegnato a realizzare "idee costruite" sia in spazi esterni (la mostra Lettura di un ambiente tenutasi al Castello di Vigevano nel 1977 ne è una tappa fondamentale) sia nelle sale di alcune gallerie milanesi (Studio Sant’Andrea, Studio Marconi, Galleria Bocchi), sculture che riflettono esattamente il clima politico-sociale aspro e violento di quegli anni. Segue la partecipazione, su invito di Enrico Crispolti, alla Biennale di Venezia del 1978 dove realizza un muro di cemento di otto metri che ostruisce la visuale del viale d’accesso al Padiglione Italia.
Il confronto con l’architettura e l’ambiente urbano genera invece i grandi archi rovesciati realizzati davanti al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (1988) e nella piazza principale del Parco Olimpico di Seul (Corea del Sud, 1988).

Negli Stati Uniti presenta una personale all’Università di Amherst in Massachussetts (1984) e una prima mostra al La Jolla Museum of Contemporary Art di San Diego. Compie poi una serie di installazioni nel parco della Djerassi Foundation di Woodside in California (1987-1991).
Degli anni Novanta sono gli anelli nei Principati di Andorra (1991) e di Monaco di Baviera (1996), i tondi del Parco della Fara a Bergamo (1992), del Parco della Resistenza a Santa Sofia (1993), di Santo Tirso in Portogallo (1996) e del parco di Villa Glori a Roma (1997), le mezzelune del Parco Su logu de s’iscultura di Tortolì e le sfere della piana di Ozieri in Sardegna (1995). Staccioli sviluppa anche uno stretto legame con il Belgio dove realizza un intervento al Parc Tournay Solvay di Bruxelles per la Fondazione Europea per la Scultura (1996) e numerose altre sculture in spazi sia pubblici che privati, tra cui l’ormai celebre Equilibrio sospeso al Rond Point de l’Europe a Bruxelles (1998).
Tra i lavori più recenti sono la scultura del Lapiz Building di La Jolla-San Diego (2003), dove una trave di acciaio attraversa la facciata dell’edificio, l’arco di Pesaro (2002), le sculture di Taiwan (2003), di Porto Rico (2004), l’installazione di Brufa (2004) e l'intervento presso il Bodio Center di Milano (2004). Sono stati da poco inaugurati alcuni importanti lavori: l'intervento presso la rotatoria d'ingresso a San Casciano in Val di Pesa nonché la ricostruzione dell'opera situata presso Torre di Luciana (2008), l'arco di Carrazeda de Ansiães in Portogallo (2008) e l'opera per il M.A.C.A.M. di Maglione, in provincia di Torino (2008). Recente è l'installazione di un anello di 12 metri presso il centro affari Val St Quentin a Voisins-le-Bretonneux (ottobre 2008).