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Roberta Semeraro

Roberta Semeraro storica dell'arte, narratrice, curatrice e critica d'arte contemporanea si laurea in lettere con indirizzo artistico contemporaneo presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

La sua tesi di laurea sperimentale dal titolo “I teatrini di Fausto Melotti” le frutta il punteggio finale di 110 e lode.

Compie diversi viaggi e lunghi soggiorni all’Estero, in Sud America, Australia, Giappone, Cina, India, Indonesia, Africa e Europa.

Nel 1999 si dedica come storico dell’arte all’organizzazione dei viaggi culturali fondando il brand “Art&Travel” e collabora con musei, gallerie private e l'Associazione Dimore Storiche in Puglia, Sicilia, Campania, Lazio, Umbria, Toscana.

Nel 2001 intraprende i suoi studi sulla sesta arte partendo dalle teorie di Walter Benjamin.

Nel 2002 fonda con il regista Marco Agostinelli e la scrittrice/giornalista Margherita D’Amico, l’Associazione Culturale “La Sesta Arte” di cui sarà presidente sino al novembre 2010, con lo scopo da una parte di divulgare l’arte digitale attraverso mostre e pubblicazioni e dall’altra di promuovere il Patrimonio Artistico d’Italia con la realizzazione di documentari e video d’arte.

Nel giugno 2002 presenta all’Istituto Luce due video/arte “NATO” e “Cuore di Cane” di Agostinelli che partecipano successivamente al Festival Internazionale del Cinema di Locarno, al Viper Film Festival di Basilea e all'Invideo Festival dello Spazio Oberdan a Milano.

Nel febbraio del 2003 cura la mostra monografica di Agostinelli alla Rocca Paolina di Perugia con il Comune e la Provincia di Perugia, nell’ambito della quale vengono presentati al pubblico i tecno/quadri realizzati dall’artista seguendo le teorie sperimentali della sesta arte di Semeraro .

Nell’estate del 2003 nell’ambito dell’International Free Forum di Bolognano organizzato da Lucrezia De Domizio Durini, espone per la prima volta alla critica le dissertazione sulla sesta arte. Sempre nel 2003 cura e presenta in Italia il ciclo di video proiezioni pubbliche “Le torri d’avvistamento” dedicato ai tragici eventi delle Torri Gemelle e alle loro conseguenze nel mondo. La manifestazione culmina con la proiezione dell’opera “Corpus After Towers” proiettata sul bastione del Fortino Sant’Antonio di Bari, la sera del venerdì Santo in collaborazione con il Comune e la Provincia di Bari.

L’anno successivo sempre nel giorno venerdì Santo, cura la mostra nel Museo d’Arte Sacra Contemporanea di Stauros e la proiezione dell’opera video “Beslan” nella cripta del Santo nel Santuario di San Gabriele a Teramo in collaborazione con Padre Adriano di Bonaventura e il Segretario dei Beni Culturali del Vaticano, monsignor Carlo Chenis. Si instaura un rapporto di stima e amicizia con il direttore del Museo Stauros che la porterà a partecipare a diverse edizioni della Festa dell’Artista organizzate presso il Museo Stauros.

Per Agostinelli presenta l’opera “Television Cross” nella pubblicazione “Scultura del Pensiero” della Silvana Editoriale e cura la mostra dal titolo omonimo organizzata al Museo Crocetti di Roma. Da Television Cross saranno realizzate tre grandi sculture luminose, chiamate appunto sculture del pensiero: l’albero della vita, l’albero della morte e faro di luce.

Presenta “Faro di luce” per la prima volta al pubblico nel giardino del Museo Boncompagni Ludovisi nell’ambito della mostra dedicata a Giorgio Capranica del Grillo. In questi stessi anni contemporaneamente ai suoi studi sull’espressione delle nuove arti visive, porta avanti la sua personale ricerca nell’ambito della narrativa sui tre diversi generi: romanzo storico, giallo e novella. Nel 2002 pubblica per Progedit il romanzo “L’arte per una vita, il marchese Giorgio Capranica del Grillo” che si può ritenere una sorta di compendio storico dei suoi lunghi studi nell’archivio Capranica del Grillo dedicati a ricostruire l’entità storico/artistica del marchese pittore vissuto all’inizio dello scorso secolo. Come riconoscimento per il romanzo le sarà affidato l’incarico di curare e organizzare la grande mostra dedica al pittore presso il Museo Boncompagni Ludovisi di Roma, in collaborazione con la Sovrintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Sempre nel 2002 pubblica per Progedit il giallo “La giostra della passione” ambientato a San Paolo del Brasile ed ispirato ad un delitto di cronaca accaduto qualche anno prima.

Nel 2004 è stata tra i vincitori del concorso organizzato dalla casa editrice Terre di Mezzo con la novella “L’uomo che veniva dal vento” ambientata in Sicilia nell'isola di Filicudi e inserita poi nell’antologia Sirene, edizioni Terre di Mezzo.

Sempre nel 2004 pubblica per Edimond il romanzo “Non ti lascerò mai” ambientato in Umbria e con il quale è finalista nell’ambito del premio letterario Città di Fondi.

Nella sua carriera letteraria ha offerto solidarietà e a favore di associazioni onlus come FAI e Ali di scorta, mettendo a disposizione il ricavato delle vendite dei suoi libri e intervenendo con letture e presentazioni.

Nel 2004 presenta come ideatrice e sceneggiatrice al Ministero per i Beni Culturali la collana di documentari dal titolo “I viaggi di Julie Parker” per la realizzazione di una serie di documentari dedicati ai siti e musei archeologici delle varie regioni d’Italia i cui proventi verranno devoluti alle Soprintendenze Archeologiche. I documentari vengono diffusi nelle edicole su tutto il territorio italiano con la rivista Archeo della De Agostini.

Proprio nell’ambito di queste produzioni nasce la stretta collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, di cui curerà la sceneggiatura del documentario dedicato appunto ai beni archeologici della città di Spoleto e dintorni, dal titolo “A Passeggio con Vespasia”. Ma prima di questo lavoro la stessa Fondazione commissionerà all’Associazione il video monografico sulle proprie attività di cui Roberta Semeraro scrive la sceneggiatura, e successivamente Semeraro firmerà la sceneggiatura del documentario sul nuovo “Museo del Ducato di Spoleto” voluto dalla Fondazione.

Scrive la sceneggiatura per il Comune di Roma dei documentari “Roma, casa d’Europa” in occasione della firma in Campidoglio della Costituzione Europea e “Musei Capitolini” diffuso nelle edicole del Lazio attraverso il quotidiano Il Tempo e presente nei vari book shop dei musei romani.

Nel 2008 inizia la collaborazione con la Fondazione-Museo Venanzo Crocetti di Roma e con la Banca di Credito Cooperativo di Teramo, città natale del grande scultore recentemente scomparso. Negli spazi del museo in via Cassia a Roma, presenta la mostra “Sculture del Pensiero” di Marco Agostinelli. Subito dopo scrive la sceneggiatura del documentario monografico dedicato a Venanzo Crocetti. Nell’autunno-inverno cura la mostra monografica di Marco Agostinelli, che vede coinvolti il Comune di Venezia, la Provincia di Venezia e la Regione Veneto nella splendida cornice di Palazzo Zenobio a Venezia, già sede di padiglioni espositivi della Biennale di Arti Visive.

Dal 2009 al 2011 ha collaborato costantemente come curatrice di mostre, con Palazzo Zenobio dell'ordine mechitarista degli Armeni di San Lazzaro. Si ricorda soprattutto la mostra “Kaarisilta e Paul Gustaffson” degli artisti della nota scuola filandese di rieducazione attraverso le arti visive, con la partecipazione dell'Ambasciata della Finlandia. Sempre nel giugno dello stesso anno ospita come curatrice del Palazzo la mostra organizzata dal MAXXI di Roma “Abitare le case, di Michele Valori” in occasione della Biennale di Architettura

Nel 2010 fonda l'Associazione Culturale veneziana (Palazzo Zenobio/RO.SA.M.) di cui diviene presidente qualche anno dopo. Nel 2010 presenta al Comune dell'Aquila il progetto di scultura ambientale “Nove artisti per la ricostruzione” con la partecipazione di Mauro Staccioli, Hidetoshi Nagasawa e Beverly Pepper.

Dal 2012 al 2014 ha collaborato come curatrice con lo spazio espositivo l'Officina delle Zattere a Venezia dove tra le mostre più importanti durante la 54 Biennale, ha curato “Metamorfosi del virtuale” con la partecipazione di ORLAN. Nell'estate del 2013 cura la mostra “Il filo conduttore” di Federica Marangoni per il parco di scultura di Brufa.

Nel 2013 cura la donazione del grande teatro per Parco del Sole da parte della scultrice americana al Comune dell'Aquila, i cui lavori di realizzazione sono cominciati ad ottobre del 2015 con un finanziamento dell'ENI di circa un milione di euro. Nel 2014 collabora al progetto “Vedere la musica” con l'Universita di Tor Vergata di Roma.

Tra il 2014 e 2015 cura (insieme alla Sovrintendenza di Roma, al Comune di Roma, alla Fondazione Roma Arte-Musei e all'Ambasciata degli Stati Uniti d'America) la mostra di scultura ambientale dell'artista Beverly Pepper al Museo dell'Ara Pacis.

Nel 2014 inoltra domanda al Quirinale per l'onorificenza a Beverly Pepper che l'artista riceve dal presidente Napolitano nel gennaio dell'anno successivo.

Nel 2015 presenta al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il progetto “The table of silence” sostenuto dall'UNESCO per il quale ottiene il patrocinio e che è in procinto di essere organizzato presso il Museo dell'Ara Pacis con la collaborazione di varie istituzioni ed enti. Sempre nello stesso anno in occasione della 55 Biennale dell'Arte e dell'Expo di Milano presenta quattro installazioni nello spazio espositivo EL MAGAZEN dell'ARTE di Venezia e le viene affidata la cura della rassegna di pittura “L'opera unica” dal Centro Culturale Don Orione Artigianelli.

Nel 2015 ha presentato al Comune di Venezia il progetto per la realizzazione del Museo della Gondola e della resilienza e ai Musei Civici Veneziani il progetto per la mostra “Il gioiello monumentale” in via di organizzazione.

Da gennaio 2016 è direttrice del parco di scultura “Il Giardino della Lunga Vita” di Palazzo Nani Bernardo a Venezia.

Dal 1991 ad oggi ha scritto nei cataloghi e curato mostre per numerosi artisti in diversi spazi espositivi e delle sue attività hanno parlato quotidiani e mass media.